Il potere delle FAVOLE!

Il cervello dei bambini cresce quando stanno creando.

Ecco il potere delle le favole:

scatenano la creatività, la fantasia, le emozioni.


favola: breve vicenda, narrata in versi o in prosa, i cui protagonisti possono essere persone, animali o cose, e il cui fine è di far comprendere in modo facile una verità morale.


Avete presente le Favole di Esopo, di Fedro, di La Fontaine?


La Lepre e la Tartaruga (Esopo)

La lepre si vantava con tutti gli animali: “Nessuno può battermi in una gara di velocità; sfido chiunque a correre con me e a superarmi!”


La tartaruga accettò la sfida, con tanta calma e il sorriso sulla bocca.

“Questa poi!” rise la lepre “Una tartaruga che vorrebbe battermi nella corsa”.

Ma la tartaruga sembrava seria: “Non vantarti prima della vittoria; vuoi fare questa gara o no?” La lepre accettò, così fu stabilito il percorso e dato il via.

Naturalmente, la lepre partì come un fulmine e superò la tartaruga.

A poca strada dal traguardo, poiché non vedeva più il suo avversario, la lepre decise di fare un sonnellino, per mostrare alla tartaruga quanto le fosse superiore.

Tuttavia, la tartaruga, avanzava passo dopo passo e non impiegò molto a raggiungere la sua avversaria.

Poi, visto che la lepre ancora dormiva, andò avanti e tagliò il traguardo.

Quando la lepre si svegliò, ormai era troppo tardi e la tartaruga aveva vinto la gara!

Così, la tartaruga disse alla lepre:

”Non basta correre, bisogna partire in tempo”.

I propri avversari, per quanto deboli,

non devono mai essere sottovalutati.

 


Leggete loro  qualunque tipo di racconto anche storie che non si concludono con un finale classico. Non vi preoccupate del fatto che non abbiano tutte un lieto fine, i bambini imparano tanto dalle storie che trattano temi difficili , addirittura  tristi o tragici.

Parlo di storie ovviamente adatte alla loro età, che li aiuteranno ad esporsi alle cose belle come a quelle brutte, promuovendo l’empatia e aiutandoli a non giudicare.

Questa è la strada per una comunicazione sincera tra  genitori  e figli  sui vari aspetti della vita,  aiutandoli a capire le ragioni che ci sono dietro alle loro emozioni e azioni.



a nanna


La favola: “PETER e l’ASTRONAVE”

mary-poppins-2756841_960_720  C’era una volta,

non molto tempo fa…

 bambino

un bambino molto curioso ma tanto timido.

Si chiamava Peter!

 

 

Un bel giorno, Peter stava giocando nel parco e alzando gli occhi al cielo vide…

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un oggetto molto strano!!!

Peter rimase a fissare il cielo, non credeva ai suoi occhi

 200w-1 sembrava proprio un’ASTRONAVE!!!!

Corse dalla mamma.

“MAMMA, mamma, guarda là, in alto, cosa vedi?”

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La mamma guardò, ma non vide niente.

“Non c’è niente Peter, solo nuvole…”

Allora Peter corse dai suoi amici e indicando il cielo chiese anche a loro:

“Avete visto? Là in alto, è passato qualcosa di molto strano!!!”

Tutti guardarono e riguardarono, ma nessuno sembrava vedere niente!

Peter rimase deluso, continuò a camminare nel parco col naso all’insù,

cercando quella strana cosa volante….

Arrivò in un grande prato e sentì della musica

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Si avvicinò piano piano…

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“Avete visto qualcosa di strano?”

chiese

ma ALL’IMPROVVISO

la musica diventò altissima e tutto intorno apparvero

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strani esseri colorati

che profumavano di ciambelle e muffin al cioccolato!!!

Peter non sapeva più dove guardare!

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E gli era venuta anche fame!!!!

Si avvicinò timidamente ballando

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QUANDO

di colpo il cielo diventò scuro e minaccioso

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l’aria si riempi di bolle rosa

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e

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suonò la sveglia!!!

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ERA UN SOGNO!!!

UFFFFFFF, meno male!

Aveva solo sognato! Si alzò, raggiunse la mamma e il papà in cucina dove lo aspettavano dei biscotti fumanti, appena fatti e raccontò il sogno…

Poi prese lo zainetto e s’incamminò verso la scuola

Il sole brillava alto, era una bellissima giornata,

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di extraterrestri nemmeno l’ombra…

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FORSE….

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Ciaooooooooo!

a nanna

La Favola di MOCCIOLAND

C’era una volta, non molto tempo fa…
1la strada magica.gifuna strada magica che conduceva a MOCCIOLAND!

Sembrava una destinazione molto interessante…

…ma gli abitanti erano tristi, stanchi e soffocati

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da un Tiranno verde e moccoloso che aveva ricoperto tutto di

GEL VERDE puzzolente!

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Il suo nome era VISCIDOFILO!

 

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Non c’era modo di difendersi da quello schifo, che ricopriva ogni cosa

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In più, VISCIDOFILO, aveva portato con sé strani individui

che controllavano qualunque tentativo di ribellione!

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In questo mondo verde e scivoloso, era impossibile essere felici

o gustarsi un panino!

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TUTTO ERA RICOPERTO DI GEL SCHIFOSISSIMO!!!

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Insomma VISCIDOFILO teneva tutti prigionieri!

Stremati da tutto questo

gli abitanti dopo essersi disperati a lungo

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decisero di trovare una soluzione

 

Si riunirono in un giorno di luna piena e

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la soluzione venne da sé…

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Non restava che sconfiggerli

per poterli cacciare e liberare tutti!

Decisero di contattare il GATTO PUNCH

famosissimo allenatore di lotta libera

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e di incaricare il suo miglior Campione

FROG the ROCK !

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MA, la fattucchiera SCORNACCHIONA, sapendo quanto fossero forti i nemici

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 pensò bene di fare un incantesimo per aiutare FROG the ROCK !

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e lo trasformo in un ENORME LOTTATORE di SUMO!!!

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I cattivissimi dominatori verde moccio 

accettarono la sfida…

 

20teschio allenatore sbeffeggiandoli per un giorno e una notte

e lanciando maledizioni con danze rituali

a suon di pugni rumorosi e preoccupanti!!!

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MA venne il giorno della GRANDE SFIDA!

FROG THE ROCK, trasformato

in GIGANTESCO LOTTATORE di SUMO

diede sfoggio della sua forza!

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E arrivò anche VISCIDOFILO

più cattivo e scivoloso che mai!!!

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Da codardo quale era, non aspettò neanche che l’arbitro del duello desse il VIA!

E VISCIDOFILO  colpì FROG THE ROCK così forte

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da mandarlo al tappeto immediatamente!!!

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Il povero FROG THE ROCK rimase un momento imbambolato…

 poi si rialzò… molto arrabbiato

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VISCIDOFILO allora lo vide arrivare correndo così forte

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e con un balzo

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FROG THE ROCK lo spappolò!!!

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VISCIDOFILO

venne disintegrato in mille minuscole gocce

che sparirono nell’aria

22svrvcoriandoli verdiFROG THE ROCK

corse felice verso i suoi amici che stavano già festeggiando la VITTORIA!

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Finalmente l’aria era pulita,

 

i prati ricominciarono a fiorire

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tutti uscirono a passeggiare, correre, giocare,

senza più scivolare sullo schifosissimo e viscido

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Ora sì che si potevano vedere i colori, la luce

e sentire tutti i meravigliosi profumi della natura!!!

Non era più MOCCIOLAND

si era trasformata in COLORLAND

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Cerca la strada magica

ora conduce a un posto davvero fatato!


a nanna

Amarcord…Venezuela

Ho vissuto vicino a Caracas nel 1997 e aprivo gli occhi al mattino come guardando un film a colori, con le colonne sonore travolgenti e una sensazione di leggerezza. Anche se già  si avvertiva lo spettro dell’insicurezza.

Il tracollo non è stato improvviso ma subdolo, temuto ma sottovalutato.

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Una inondazione, come un presagio nefasto, spazzò via una collina intera nel 1999, deturpando la bellissima fazenda del Golf Club dove si cenava come in un film d’altri tempi, guardando il mare in lontananza col sottofondo del frinire delle cicale. Un sueño.

Chi è stato a Los Roques?

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La prima volta che le ho visitate nel 1986, erano praticamente disabitate, se non considero le tre casupole dei pescatori che ci hanno visto atterrare… sulla sabbia! (E’ stato necessario ottenere un permesso per poter visitare questo Parco naturale protetto.)

Niente a che vedere con l’Isla Margarita o le Antille Olandesi avviatissime già allora.

Solo spiagge selvagge i cormorani che si tuffavano tra le barche (6 in tutto) e noi  che bevevamo un Papelón con limón ascoltando l’arpeggio di una chitarra al tramonto. Tre giorni scalzi, ospitati con gioia da colei che sarebbe diventata vent’anni dopo la coordinatrice responsabile di tutte le posade (più di 100) costruite e restaurate. Un’amica.

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Ecco com’era e come spero tornerà ad essere  il Venezuela. Mantenendo la sua identità, i suoi colori, le sua mentalità, anche se non sempre in sintonia con i ritmi occidentali.

Oggi si fanno file di cinque ore per comprare beni di prima necessità. In preda alla crisi economica e all’aumento a più zeri del costo della vita, povertà, violenza e inflazione lo hanno messo in ginocchio. Eppure, chi lo ha visitato sa che è come una tela preziosa, come un Van Gogh ora imbrattato da vandali, un tesoro che tornerà alla luce.


Vado… a presto.

The never ending City: New York

The most curious thing about New York is that it changes continuously, always remaining the same. Almost like looking at yourself in the mirror and noticing that something is different but, you are always yourself.

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I remember my first time in New York, that feeling of daze looking from the window of the Hotel, the myriad of heads that obscured the sidewalks and the sound of the sirens of the ambulances, those of the firemen, while a column of steam came out of the ventilation grills of the underground. It has not changed over the years.

It is true to its nature, independent, a bit nonconformist, a little obvious. People think about using it, but its energy overwhelms it. This is the peculiarity of strong personalities.

Nothing is forever in New York, except New York.

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You’ll find throughout the year, some of the world’s most famous events,  musical performances and art exhibitions. Trendy neighborhoods are catalysts of ideas and, as ideas develop, they are born, realized and projected towards new projects.

Everything is in some way fictitious, momentary, fast.
Trendy is … change, planning.

Except for coffee. It is drunk in paper cups from the mid-19th century and continues to be a cult accessory, it is the leit motif of the doc New Yorker.

Here, feeling at home.


Vado…a presto.

 

Back to Rome

Bella. Splendida e regale, violentata da miriadi di piedi e ruote. In fondo la Roma che amo è piccola.

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Attraversata in fretta e purtroppo, spesso distrattamente, passando tra secoli di storia, seduti con noncuranza dove un tempo forse si erano attardati mercanti o passanti, tra rivoli maleodoranti e calzari. Le Soleae, i sandali ante litteram, hanno calpestato viottoli e sanpietrini ed ora, fiumi di sneakers…

MA, se riuscite a ignorare le macchine che vengono parcheggiate ovunque, e camminate senza correre, evitando le ammucchiate di turisti nelle ore di punta, allora sì, allora rimarrete rapiti dalle luci, dalle ombre.

Vi stupirete guardando il colore del cielo, quasi un cristallo trasparente prima di diventare indaco, uno sfondo spettacolare per questo “museo abitato”!

La storia negli occhi, prima l’Impero che è stata, in tutta la prosperità e splendore, poi  i riflessi sull’acqua calma del Tevere che esplodono sotto i ponti.

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Sì può volere altro?


Vado… a presto.

INDIA forever

Incensi misti a profumi non sempre identificabili, polvere, colori, e suoni di clacson brevi e nervosi. Il tutto in una luce sfavillante mentre si cammina schivando persone e animali.

Benvenuti in India!

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Chi arriva per la prima volta, ancora oggi, DEVE essere preparato ad un impatto forte. Tutto in India ti affascina. Anche i paradossi…

Non vi elencherò le tante cose da vedere (le troverete in tutte le guide), MA cercherò di trasmettervi la necessità di approcciarsi a questo tipo di viaggi con mente aperta, pronti a comprendere una filosofia di vita lontana da quella occidentale, rispettandone la diversità.

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Sono molte le contraddizioni, d’altra parte hanno conosciuto e subito le dinastie e il colonialismo. In India si parlano 22 lingue ma , a parte nell’entroterra più estremo, ormai l’inglese è di uso comune. Come in tutto il mondo, anche qui l’evoluzione e il passare del tempo, hanno tolto un po’ di poesia, di avventura, di emozione…

Un colore tra tutti: arancione rosato

un profumo: ambrato

un sapore: piccante dolce acido amaro

e poi, luce. luce, luce. Luccichii nei sari, luccichii negli occhi di ossidiana nera, luccichii nella miriade di frammenti di specchi disseminati ovunque, il Diwali (il Festival delle luci)

Polvere, fango, profumi estremi, caos e gentilezza.

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Lasciarsi andare come su un dondolo, lasciar passare il tempo, non subirlo, sentire la legge del karma, l’essenza della vita… e poi farsi un Afternoon tea! Rigorosamente con tramezzini ai cetrioli.

Vado…a presto.

 

 

 

I love Japan

Vacanze! Siete in Giappone? Nonostante non sia il mese ottimale è sempre un’ottima scelta… Non fermatevi a Tokyo, Kyoto e Osaka mi raccomando, il Giappone va visitato.

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Anche se non è più così “fuori” dagli schemi occidentali come negli anni ’80, il Giappone  è sempre unico e all’avanguardia con le sue forti contraddizioni tra tradizione, eccessi e progresso.

NON SI FA

  • mangiare nei treni o per strada camminando ( si possono consumare snack, zuppe o bibite presso i distributori o gli stand dove sono stati acquistati perché troverete i cestini della spazzatura. Ne vedrete pochi in giro perché dopo il 1995, in seguito ad un attentato operato da una setta religiosa, il governo giapponese ne limitò la diffusione per motivi di sicurezza)
  • parlare ad alta voce (NOO!)
  • lasciare la mancia (NO)
  • fumare per strada (è vietato, esistono aree fumatori di facile individuazione)
  • soffiarsi il naso in pubblico (vi sarà capitato di vedere giapponesi con mascherine. Le indossano quando sono raffreddati per non trasmettere i virus agli altri…!)
  • toccare le persone 
  • puntare il dito ( se proprio dovete indicare un posto o una persona fatelo con tutta la mano, palmo verso l’alto)

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RICORDATI DI

  • camminare sul lato giusto del marciapiede (basta seguire il “flusso”)
  • pagare lasciando il denaro sull’immancabile vassoietto che ti porgeranno (mai in mano!)
  • rispondere sempre ai saluti
  • togliere le scarpe quando si entra nelle case, ma anche in certi ristoranti, templi…  ( basta guardare se all’entrata vedi delle scarpe…)
  • stare a sinistra sulle scale mobili (X TOKYO)

E comunque anche quando sarete fuori dalle metropoli, sperduti in qualche meraviglioso bosco e alla ricerca di informazioni, non spaventatevi quando vi accorgerete che quasi nessuno parla inglese! Armatevi di carta e penna e provate a disegnare quello che state cercando… i giapponesi sono molto gentili e cercheranno di aiutarvi SEMPRE. (Comprate un bignami giapponese per imparare le frasi o le parole più importanti)

Dopo di che… buon “LOST IN TRANSLATION!”  Lasciatevi catturare da questa bolla tra jet leg, suoni e colori, che vi avvolgerà come un guscio. E scivolate…

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CURIOSITA’…

  • Bagni pubblici che “ringraziano per la visita”
  • Inservienti in Guanti bianchi per “Spingere i passeggeri dentro le carrozze” nelle ore di punta in metropolitana
  • Se lasci un’offerta fuori dai templi ti daranno un foglietto con una frase (fortuna/sfortuna) che poi va annodato ai rami
  • Shiocombu, un wafer di alga salata che accompagna i gelati! Per “pulire” il palato tra un gusto e l’altro…
  • Puoi accarezzare gatti o gufi in alcuni caffè ( ci vanno apposta)
  • Distributori di QUALUNQUE COSA! Comprese mutandine usate…😫
  • Gruppo sanguigno, potrebbe capitare che ve lo chiedano. Ma è un po’ come chiedere di che segno sei. Sono convinti che influenzi la personalità! 
  • Percorso onsen al Oedo Onsen Monogatari (vasche interne ed esterne di acque termali ) nella fedele riproduzione del periodo EDO (1600 circa) 

…e molto altro che scoprirete da soli!!!

Vado…a presto.

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